In Italia vige il malcostume di dare giudizi contrari a priori su argomenti dei quali si ignora totalmente la complessità e la sostanza, e questi giudizi provengono da persone lontane anni luce dai problemi che vengono chiamati a trattare.
Così le autorità religiose si oppongono alle unioni civili e i politici teodem son d'accordo con loro, pur avendo una legge che tutela le loro di unioni more uxorio, e sono contrari ai rapporti omosessuali perché minano alla base la sacralità della famiglia e del matrimonio. Come se sapessero cosa vuol dire essere sposati e avere dei figli.
Per questa italica abitudine tutti in questi giorni avvertono il sacrosanto dovere di esprimere il loro illuminato parere sulla vicenda di Eluana, la ragazza che da sedici anni è tenuta in vita da una macchina. Recentemente una sentenza dei giudici ha sancito il diritto del padre a staccarle i tubi che, artificialmente, la nutrono e lasciarla andare in maniera dignitosa.
Basta cambiare canale per assistere a talk su talk, per non parlare di colonnisti de L'avvenire che inneggiano alla sacralità della vita. E Ferrara, Giuliano Ferrara, non sazio delle uova ricevute per l'orribile lista civica Aborto no grazie, si fa promotore di questa iniziativa.
Non dico che non si debba esprimere la propria opinione, ma per questioni così delicate proporrei quanto segue al direttore de Il foglio: perché non prova, nella maniera che vuole, a schiantarsi a 2oo km l'ora contro un albero o a scelta gettarsi dall'ultimo piano del suo palazzo, a finire ad essere alimentato da un sondino ridotto alla stregua di un vegetale?
A quel punto la sua opinione sarà di interesse e competenza attinente ai fatti. Fino a quel momento però per favore si astenga.





















