domenica, 27 luglio 2008

Approfittando della pausa estiva, durante la quale la gente legge meno giornali e non si rincoglionisce davanti alla televisione, il nostro governo ha pensato bene di assestare un ulteriore colpo al miserrimo universo dei precari. I giudici non avranno più la possibilità di reintegrare il lavoratore che abbia subito un abuso delle sue prestazioni né tantomeno varrà il limite dei 36 mesi per il lavoro a tempo determinato. Sacconi intanto fa il vago: non è mica un'iniziativa del governo, la proposta è stata vagliata dal Parlamento. Allora fuori i nomi e i cognomi dei parlamentari che l'hanno ratificata, sempre che abbiano il coraggio di metterci la faccia in una vergogna simile.

Natale arriva in anticipo con un altro regalo alla Confindustria da parte di Berlusconi e dei suoi amici. Un tale Italo Bocchino, che io pensavo fosse il nome di un pornodivo della scuderia di Schicchi e invece, ironia della sorte, è un conservatore (vedi Wikipedia) ha il coraggio di affermare che è una norma equa per lavoratori e azienda: io ho trovato equo fissare il suo volto impresso nella memoria per lapidanel caso lo incontrassi per la strada.

Poi c'è una storia raccontata dal Corriere della Sera: Andrea Zeppa, uno studente  universitario di 23 anni si è licenziato dopo essere passato da un contratto atipico a un tempo indeterminato.

A me questa flessibilità serviva, afferma candidamente.
 
Caro Andrea, se mai avrai la possibilità di leggere queste righe, devi sapere che circa il 99% delle aziende usa i contratti a progetto per pagare meno lavoratori che svolgono lo stesso lavoro di un dipendente regolare. Gli sciagurati interventi dei sindacati, come li chiami tu, hanno assicurato a te e ai tuoi colleghi diritti, quali ferie, malattia, liquidazione, che attualmente ci sembrano un'utopia, ma che sono i principi che stanno alla base di un rapporto di lavoro dignitoso.

Non conosco te né la tua vita, ma se hai rinunciato a un lavoro a tempo indeterminato ipotizzo, e la metto giù così, che tutto questo bisogno di lavorare non ce l'hai, probabilmente hai le spalle coperte dalla tua famiglia, e il tuo lavoro al call center probabilmente era solo un piacevole diversivo da abbandonare quando l'impegno si è realmente concretizzato. Posso capire che lavorare in un call center non era la tua massima aspirazione, ma c'è gente di trenta, magari quaranta anni che lo fa quel lavoro che tu chiami massacrante, e lo fa perché ci paga l'affitto, ci da da mangiare ai figli.

Ti faccio una proposta: risentiamoci tra dieci anni e vediamo se, parlando di flessibilità, che in Italia equivale a precariato, sarai ancora della stessa idea.
Ti auguro sinceramente, senza polemica, di riuscire a crescere e di non dover provare mai cosa vuol dire non essere in grado di sapere se fra sei mesi potrai permetterti ancora di pagare l'affitto.

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categoria:lavoro, mi vendo, ipocrisia
lunedì, 21 luglio 2008

Questo video tratto da Quo vadis, baby?, la serie che sta andando in onda su Sky mi ricorda qualcosa...

Forse dovrei guardare meglio qui.  Mi sembra, tra l'altro, se la memoria non mi inganna, di averci scritto un libro intorno a questa faccenda del trombare per un posto di lavoro decente.

Si chiama Mi Vendo.

Sì, sembra proprio che stiano parlando di me: che strano essere la guest star di un telefilm e venirlo a scoprire per pura casualità.

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categoria:libri, cinema, mi vendo, guest star
lunedì, 14 luglio 2008

In Italia vige il malcostume di dare giudizi contrari  a priori su argomenti dei quali si ignora totalmente la complessità e la sostanza, e questi giudizi provengono da persone lontane anni luce dai problemi che vengono chiamati a trattare.

Così le autorità religiose si oppongono alle unioni civili e i politici teodem son d'accordo con loro, pur avendo una legge che tutela le loro di unioni more uxorio, e sono contrari ai rapporti omosessuali perché minano alla base la sacralità della famiglia e del matrimonio. Come se sapessero cosa vuol dire essere sposati e avere dei figli.

Per questa italica abitudine tutti in questi giorni avvertono il sacrosanto dovere di esprimere il loro illuminato parere sulla vicenda di Eluana, la ragazza che da sedici anni è tenuta in vita da una macchina. Recentemente una sentenza dei giudici ha sancito il diritto del padre a staccarle i tubi che, artificialmente, la nutrono e lasciarla andare in maniera dignitosa.

Basta cambiare canale per assistere a talk su talk, per non parlare di colonnisti de L'avvenire che inneggiano alla sacralità della vita. E Ferrara, Giuliano Ferrara, non sazio delle uova ricevute per l'orribile lista civica Aborto no grazie, si fa promotore di questa iniziativa.

Non dico che non si debba esprimere la propria opinione, ma per questioni così delicate proporrei quanto segue al direttore de Il foglio: perché non prova, nella maniera che vuole, a schiantarsi a 2oo km l'ora contro un albero o a scelta gettarsi dall'ultimo piano del suo palazzo, a finire ad essere alimentato da un sondino ridotto alla stregua di un vegetale?

A quel punto la sua opinione sarà di interesse e competenza attinente ai fatti. Fino a quel momento però per favore si astenga.

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categoria:pensieri, eluana
venerdì, 11 luglio 2008

E anche oggi in Europa non si sono lasciati sfuggire l'occasione di sputtanare l'Italia. La Spagna, che in quanto a passi avanti a noi mi pare abbia anni luce di vantaggio, ha dichiarato che i media italiani in mano agli organi di potere abbiano montato una polemica assurde in merito alle indagini della polizia spagnola sul caso della povera Federica Squarise per offuscare la gravità delle leggi incostituzionali che si stanno approvando in Parlamento in questi giorni.

Questo non stupisce se pensiamo che Zapatero addirittura propone di togliere i simboli religiosi dagli uffici e dagli edifici pubblici, noi non si può nominare il nome di Papa Ratzinger invano.

Qualcosa vorrà pur dire!


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categoria:politica
giovedì, 10 luglio 2008

Continuo a essere stupita dalla valanga di critiche che stanno piovendo addosso a Piazza Navona.

Nella corsa a chi si dissocia più in fretta si aggiungono media e giornali che sono contriti e desolati perché nessuno può permettersi di criticare l'operato del Papa né tantomeno un valido ministro quale la Carfagna, apriti cielo poi se si tira in ballo Napolitano, che quando fa comodo è bieco amico dei comunisti, ma che in questo caso si aggiudica il titolo di best president of the century.

Tanti fiumi di parole per rivendicare l'uguaglianza di ogni cittadino e poi giù a stilare l'elenco degli intoccabili.

E ora se ci si mette pure Nanni Moretti a professarsi avvilito per quanto accaduto siamo veramente alla frutta.

Ma i diritti per avere usato la parola girotondo Di Pietro glieli ha pagati?

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categoria:politica, toxic, rigor mortis, no cav
mercoledì, 09 luglio 2008

Lo ammetto, sono uno dei centomila rifiuti che ieri era a Piazza Navona, non perché credo che tutto ciò che Grillo dice o fa sia oro colato, nè perché io sia tesserata dell'Italia dei Valori. Quello a cui tenevo maggiormente era manifestare con la semplice e pacifica presenza contro la corrente di opportunismo con cui sta gestendo il nostro governo l'attuale maggioranza.

Oggi sui giornali, la quasi totalità, oggi ho letto più o meno gli stessi anatemi sulla volgarità di certe parole pronunciate nella manifestazione di ieri. E mi sono soffermata a riflettere sul significato di questo vocabolo.

La volgarità può veramente risiedere in una parola, o le azioni che compiamo, che calpestano i diritti altrui quando noi siamo al calduccio con le spalle coperte, sono la quintessenza della volgarità?

E' volgare che in Italia ci si opponga a riconoscere diritti alle coppie di fatto quando i parlamentari ce l'hanno da quattordici anni e nessuno glieli tocca?

E' volgare opporsi all'eutanasia di una persona che è un vegetale da decenni e sta soffrendo come un cane in nome della vita a tutti i costi, basta che non sia la nostra?

E' più volgare un vaffanculo o farsi eleggere dagli italiani per mettersi al riparo dai processi e dalle proprie pendenze giudiziarie, che nulla hanno a che fare col mandato conferito dagli elettori per risolvere le questioni salariali, l'inflazione, la qualità della vita?

Nessuno, oltre me, trova volgare che un candidato premier ironizzi sulla situazione generalizzata di precariato che lui in primis ha contribuito a creare consigliando alle future generazioni di correre ai ripari con un matrimonio milionario?

Veltroni dice che si è fatto un regalo a Berlusconi con Piazza Navona ieri, proprio lui che gli ha consegnato le chiavi del paese e di regali ce l'ha ricoperto. Di Pietro, secondo Walter, deve scegliere, la piazza o il Pd.

Ma la sinistra non dovrebbe stare dalla parte della piazza, delle persone comuni?
Da troppo tempo il PD esiste solo nei salotti radical chic, dove le persone che lottano per arrivare a fine mese non sono invitate.

Magari è per questo che il Pd ha perso le elezioni. Riflettete riformisti, riflettete.
 
Update: ed è volgare che la Procura si metta ad indagare contro ignoti per questa manifestazione.

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categoria:pensieri, politica, piazza
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